Palazzo Rucellai a Firenze (1453-1458)

 Le architetture che Leon battista Alberti realizza a Firenze (Palazzo Rucellai e la facciata di Santa Maria Novella) sono architetture concepite per una stessa famiglia (la famiglia Rucellai) e sono le uniche iniziate e concluse dall'architetto in cui la sua presenza sarà costante all'interno del cantiere. Giovanni Rucellai (genero di Palla Strozzi) coinvolse Leon Battista Alberti nella realizzazione del proprio edificio, un edificio che in realtà esisteva già, ciò significa che anche qui l'intervento di Leon battista Alberti consisteva in un'opera di ricucitura di architetture preesistenti; un'opera che in questo caso era molto più vincolata rispetto all'intervento di Rimini, perché a Firenze già dal 1100 esistevano dei regolamenti urbani molto ferrei soprattutto sull'invasione del sedile stradale (per cui le strade dovevano avere una determinata larghezza e non si poteva costruire invadendo né in terra né in aria oltre un certo limite); quindi l'intervento architettonico di Leon battista Alberti in questo caso consiste nella creazione di un'architettura che avesse la dimensione dei pochissimi centimetri.
L'isolato urbano “appartenente” alla famiglia Rucellai è quello riportato in figura, con il passare del tempo però Giovanni Rucellai acquisto sempre più proprietà e creando anche una loggia, creando una visibilità notevole al suo palazzo che si trovava di fronte.
 L'intervento di Leon battista Alberti consiste nella ridefinizione del prospetto architettonico di più edifici accorpati, come si vede il suo intervento consiste in realtà verso lo spessore della pietra che si va ad appoggiare su architettura preesistente (si può parlare di impiallacciatura). Dal punto di vista architettonico questo prospetto segnerà il passo tutta una serie di declinazioni che verranno poi effettuate anche nel corso di poco tempo, una citazione quasi letterale di questa facciata è il palazzo Piccolomini a Pienza realizzato da Bernardo Rossellino.
Qualcuno ha detto che per quanto riguarda l'utilizzo degli ordini architettonici (abbiamo una sovrapposizione di tre ordini dorico, ioni che corinzio) si ha per il motivo dell'arco che ritorna al primo e al secondo livello, a fronte di questo palazzo si può considerare come un appiattimento della sequenza degli ordini architettonici che troviamo nel colosseo (quindi anche in questo caso abbiamo una citazione di un'opera romana però in questo caso reinterpretata in termini di disegno e di linea da Leon battista Alberti). 
 L'altezza dei piani, mano a mano che si sale diminuisce, quindi abbiamo un piano terra che è lievemente bugnato (per la questione della larghezza della strada e per non porsi in concorrenza con i Medici che stavano costruendo il loro palazzo), l'unico elemento che invade la strada è il basamento, che si costruisce quale sedile (tipico dell’architettura toscana, un modo per partecipare alla vita cittadina). I tre grandi ordini sono divisi da altrettante grandi fasce che costituiscono la trabeazione degli ordini (con architrave, fregio e cornice), che segna in maniera marcata l'alternanza dei livelli ma che nell'ultimo livello viene in qualche modo inquadrata da un grande cornicione che corrisponde (per quanto riguarda la sporgenza) al sedile del basamento; inoltre su quest'ultimo architrave sono posizionate delle mensole, che non è altro che una citazione dell'ultimo ordine del Colosseo.
 Originariamente il progetto era costituito da cinque assi di bucature con un grande portale centrale coperto, in realtà poi Giovanni Rucellai riuscì ad acquisire anche parte della casa vicina e il progetto proseguì fino ad arrivare ad una posizione non è simmetrica perché alla fine furono aggiunti due soli assi in più, il progetto successivo del padrone di casa era quella di acquisire un'ultima proprietà in modo che si raggiungesse la perfetta simmetria.

2 commenti:

  1. Buongiorno,
    sono una studentessa di storia dell'arte e sto cercando informazioni sulle proprietà Rucellai in Via della Vigna Nuova. Nel suo articolo fa riferimento all'"isolato urbano Rucellai" e ne pubblica una foto. Vorrei sapere se può farmi avere i riferimenti bibliografici per tali informazioni o se può darmi qualche notizia su come le ha reperite.

    Sperando che possa aiutarmi,
    porgo i più cordiali saluti,
    Giulia

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  2. Per questa parte il mio riferimento bibliografico è stato:
    L. HEYDENREICH, Architecture in Italy 1400-1500, New Haven-London 1996
    Mi era stato consigliato dal mio professore di storia dell'architettura, fatto molto bene, solo che è in lingua inglese.

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